Science Will Win: la campagna di brand reputation alla base del progetto Pfizer nelle scuole

A cura di Alessandro Vimercati per Il NO che UNISCE

Facendo una semplice ricerca in internet sul progetto di Pfizer nelle scuole, abbiamo potuto ricostruire alcune parti mancanti rispetto al quadro generale in cui si inserisce l’iniziativa, che è molto più ampio di quanto trapelato finora dalle poche informazioni ufficiali.
L’unica pagina italiana che riportava qualche informazione in più, includendo il nome del progetto, è stata rimossa da internet, ma l’abbiamo potuta recuperare grazie alla cache di Google. L’articolo era stato pubblicato su questo indirizzo: https://www.radiojeans.net/articoli/20967495/Science-Will-Win-in-Media–al-via-il-progetto-sullalfabetizzazione-scientifica, poi rimosso. Il sito che l’ha pubblicato (Radio Jeans) è di proprietà della Fondazione Media Literacy, una delle fondazioni partner di Pfizer del progetto, quindi possiamo ragionevolmente credere che l’articolo possa essere ritenuto attendibile. Potete vedere qui di seguito alcuni screenshot dell’articolo:

Cercando informazioni sul progetto Science Will Win di Pfizer (tradotto: “la scienza vincerà”) si evince che si tratta di una campagna mondiale di reputazione aziendale commissionata all’agenzia di comunicazione americana Grey

Grey scrive, a proposito di questa campagna: “Gli impatti sul marchio e sul business sono stati immediati“.

In questo altro articolo pubblicato sul sito di WPP possiamo leggere: “Prima dell’inizio della pandemia, Pfizer aveva chiesto a Grey Health & Wellness di creare una campagna di reputazione aziendale, basandosi su una strategia di marchio ideata da Landor & Fitch per supportare la trasformazione commerciale e culturale dell’azienda. (…). Mentre il Covid-19 prendeva piede, Science Will Win è diventato un grido di battaglia. Grey ha creato uno spot con protagonisti i dipendenti di Pfizer che commuove e onora lo sforzo di collaborazione senza precedenti della comunità scientifica globale per porre fine alla pandemia e ripristinare la salute pubblica. Il suo messaggio era edificante, ottimista e di sfida, mentre Pfizer e i suoi colleghi si affrettavano a creare e lanciare vaccini in tutto il mondo, e ha colpito milioni di spettatori. YouGov l’ha definita una delle campagne più efficaci negli Stati Uniti nel 2020 e ha riferito che la notorietà pubblicitaria di Pfizer è cresciuta di due terzi durante l’anno. Come nel 2021, H+K Strategies sta aiutando il cliente a rendere lo storytelling scientifico più accessibile e inclusivo, lavorando con voci diverse per promuovere la convinzione di Pfizer secondo cui la scienza vincerà solo se vincerà per tutti“.

Stiamo parlando di una campagna di brand reputation, che ha tra i suoi obiettivi quello di entrare nelle scuole. La strumentalizzazione della scienza e della scuola a favore delle logiche di mercato sembra evidente. Come viene riportato negli articoli, questa campagna ha il fine di migliorare la reputazione e la notorietà di Pfizer, ridurre i post antiscientifici sui social (o forse non in linea con la loro strategia commerciale?) e aumentare la fiducia delle persone nei farmaci. E’ curioso il fatto che questo grande progetto sia partito subito prima dell’inizio dell’emergenza Covid-19.

Nell’ambito della campagna sono stati realizzati anche dei video:

https://www.youtube.com/watch?v=Njk_rWPpsDY

https://www.youtube.com/watch?v=Xl0tEfLve1U

E sul sito di Pfizer potete trovare questo podcast a proposito del progetto science will win.

Così un’azienda farmaceutica, che ha tra l’altro totalizzato 47 condanne e nel 2009 ha dovuto pagare una multa di 2,3 miliardi di dollari per marketing fraudolento, si dovrebbe occupare della corretta alfabetizzazione medico-scientifica nelle nostre scuole? Riteniamo quanto mai urgente richiamare l’attenzione delle istituzioni su questa grave intrusione, per la tutela dei ragazzi.

Possiamo infine porci dei quesiti relativi all’intera vicenda su tre piani distinti: legale, educativo ed etico.

Sul piano legale abbiamo a disposizione dei riferimenti normativi che regolano l’intervento dei privati nelle scuole e pubbliche amministrazioni. Il Decreto Interministeriale 44/2001 “Regolamento concernente le istruzioni generali sulla gestione amministrativo-contabile delle istituzioni scolastiche” all’ art. 33 afferma che “Il Consiglio di istituto delibera in ordine alla partecipazione della scuola ad iniziative che comportino il coinvolgimento di agenzie, enti, università, soggetti pubblici o privati”. Quindi legalmente viene sancita l’autonomia da parte del Consiglio di Istituto di coinvolgere nelle iniziative soggetti privati. Ma verrebbe preservata la funzione culturale e educativa della scuola nel momento in cui una grande azienda multinazionale puntasse a entrare nelle scuole nell’ambito di un’iniziativa che ambisce a migliorare la brand awareness dell’azienda stessa, quindi con finalità di mercato?

Sul piano educativo abbiamo una scuola che a tutti i livelli di istruzione include materie scientifiche nelle attività curricolari e docenti preparati al loro insegnamento. Abbiamo veramente bisogno dell’aiuto di un’azienda esterna per insegnare ai nostri studenti come distinguere la scienza dalle fake-news? Stiamo forse dicendo che i nostri insegnanti non sono all’altezza di questo compito?

Infine, sul piano etico: anche se ci fosse bisogno dell’aiuto di un’azienda esterna per impartire lezioni sulla scienza, abbiamo proprio bisogno di una delle aziende che ha ricevuto più condanne in assoluto nella storia delle case farmaceutiche?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Nei link qui sotto potete vedere due brevi interventi di due nostre colleghe del gruppo, a proposito della questione science will win.

PROPAGANDA E VACCINI: I PROGRAMMI PFIZER IN ITALIA – CHE IDEA TI SEI FATTO? su ByoBlu. Dal minuto 25 si parla del progetto Pfizer nelle scuole e della campagna mondiale science will win.

LA PFIZER ENTRA NELLE SCUOLE – 1 Minute News by Border Nights.

E su questa pagina potete leggere e firmare la petizione che abbiamo scritto per le scuole, affinché pongano un argine a questa questione, per la salvaguardia dei loro allievi.

Grazie per l’attenzione.

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