NO ALL’AUMENTO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI ENPAP. COLLEGHI, ATTENZIONE AL QUESTIONARIO TENDENZIOSO NELLA NOSTRA AREA RISERVATA ENPAP.

Cari colleghi psicologi, un messaggio urgente:
la proposta di riforma ENPAP potrebbe essere ratificata tra una decina di giorni circa (durante la riunione del Consiglio di Indirizzo Generale -CIG- fissata per il 23 aprile 2026).
Diversi psicologi si stanno mobilitando per sensibilizzare la comunità professionale ad opporsi a tale riforma, che non prende minimamente in considerazione il reddito medio dei professionisti e la loro sostenibilità economica.
Ci uniamo alla voce di questi colleghi e condividiamo le indicazioni del sindacato Di.Co.Si ContiamoCi! su come possiamo muoverci di fronte a questa manovra politica antidemocratica e ben poco “inclusiva” e unanime (per usare le parole delle istituzioni).

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La proposta Enpap implica un aumento del contributo soggettivo dal 10% al 15% e del contributo integrativo dal 2% al 4%.
Enpap sta per aumentare le aliquote obbligatorie di contribuzione, dal 12% al 20%. Quasi un raddoppio.

Come dicono i colleghi del sindacato Di.Co.Si ContiamoCi!: “pagheremo caro e pagheremo tutto, la maggior parte di noi che abbiamo un reddito professionale modesto”.
Ci rimetteranno soprattutto gli psicologi con i redditi medi e bassi (il contributo soggettivo viene pagato fino a un massimale di 103.000€. Chi guadagna di più paga sempre il soggettivo su 103.000€).

Questa manovra arriva oltretutto in un momento storico critico, a ridosso della crisi energetica mondiale e della ripresa dell’inflazione. In un momento del genere, Enpap spinge per l’aumento della pressione fiscale che comporta l’abbassamento dei nostri redditi netti.
Si tratta di una direzione attuata in maniera subdola e manipolativa, in quanto è mancata una comunicazione realistica e completa su questa riforma. In compenso, VIENE IMPOSTO ILLEGALMENTE UN QUESTIONARIO CON DOMANDE TENDENZIOSE NELLA NOSTRA AREA RISERVATA:
entrando nella propria area riservata del sito Enpap si vedrà che non è possibile procedere a consultare i propri dati ecc. a meno che non si compili questo questionario fittizio che riporta domande tendenziose e lacunose su quanto vorremmo che ammontasse la nostra pensione, senza far presente che questo comporterebbe un considerevole aumento dei contributi che andremmo a pagare ogni anno!
Ma per chi ci han preso: cappuccetto rosso?!?

Questa mossa ci appare oltretutto ridicola e paradossale: Enpap sta chiedendo a una popolazione dove molti psicologi pensionati attualmente prendono in media 250€ al mese quanto vorrebbero di pensione e le risposte partono da 500€, legittimando quindi un raddoppio dei contributi!
Diciamoci le cose come stanno: quanti psicologi vanno in pensione a 67 anni o comunque quando raggiungono l’età per andare in pensione? Quanti se lo possono permettere?
La stragrande maggioranza di noi continua a pagare Enpap anche quando è nell’età per andare in pensione, perché non potrebbe fare altrimenti!

La pensione che ci promette Enpap forse la vedremo come un miraggio in una prossima vita! ..mentre omette (Enpap) che per questo miraggio dovremo sborsare il doppio d’ora in poi.

Fatta questa premessa, riportiamo le indicazioni del sindacato Di.Co.Si ContiamoCi! che invitiamo a seguire:

Colleghi, vi consigliamo fortemente di NON partecipare al questionario di Enpap con le domande manipolatorie.

Possiamo piuttosto rispondere alla mail (sostituendo l’indirizzo noreply della newsletter con l’indirizzo <presidenza@enpap.it>), spiegando al gentile Presidente che tutti noi rispondiamo al sondaggio ogni anno, ovvero tutte le volte che dichiariamo il livello di contribuzione che desideriamo. Quindi la risposta al sondaggio la sanno già benissimo.
Rispondere ad una domanda basata su una falsa alternativa è abboccare ad una manipolazione.

Non da ultimo, osserviamo curiosamente che in questi giorni Enpap ha modificato il questionario: mentre il primo questionario costringeva a rispondere a una delle scelte da loro tracciate (cliccando una delle risposte che in ogni caso partono dai 500€ in su di pensione, ossia con raddoppio dei contributi – ma questo, furbescamente, mica viene esplicitato nel questionario), negli ultimi giorni Enpap ha modificato il questionario aggiungendo la clausola Non voglio rispondere. Questo fa apparire il tutto meno antidemocratico: Enpap ci dà la gentile concessione di non rispondere, seppur sempre e comunque all’interno di una scelta limitata alla direzione già da loro tracciata: solo dai 500€ in su. Proprio non permettono agli psicologi di poter dire: scelgo meno di 500€ perché non me lo posso oggettivamente permettere economicamente!

Che Enpap ce lo conceda o meno, la nostra voce esiste e siamo noi a doverci fare i conti in tasca. Facciamoci sentire Colleghi!

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